Vivo nell’unica strada al mondo, dove orde di operai laboriosi, lavorano ininterrottamente da anni.
Il martello pneumatico pompa nervoso e nemmeno la tromba di Chet Baker, a tutto volume nel mio stereo, riesce a fermarlo.
Sono intimamente convinto che stiano scavando un tunnel segreto verso una nuova e fantastica dimensione.
Costruiscono di giorno, distruggono di notte e ricostruiscono di nuovo al sorgere del sole.
Fanno questo, ovviamente, solo per dar fastidio a me.
Nelle rare occasioni in cui mi sono potuto avvicinare alla zona dei lavori, mi si è sempre parato contro un tizio in tenuta spaziale che, con voce ferma e autorevole, m’ha detto: "Qui non c’è nulla da vedere. Ritorna nella tua stanzetta e dimentica".
Mentre mi allontanavo, pregando di non essere ucciso da chissà quale raggio laser sparato a tradimento, il cosmonauta di cui sopra, mi urlava contro una tetra raccomandazione: "Ehi tu, Fassbinder. Non farne parola con nessuno, ok?".
Forse costruiscono l’area 51 bis, proprio sotto casa mia.
Forse non dovevo svegliarmi alle 10 di mattina, non ci sono abituato.
Di sicuro, le forze del male congiurano contro il vostro affezionatissimo.