Saverio

Categoria: racconti

Saverio ha ottantanni, portati, tra l’altro, malissimo.
E’ basso, magro, gambe come due stuzzicadenti e i suoi occhi, ormai stanchi, riescono a distinguere solo alcune sfocate figure.
L’arteriosclerosi lo divora ogni giorno di più.
Ha già avuto due infarti ed ha una cicatrice lunghissima, di cui ho solo colto l’inizio, con le sue pareti rossastre e irregolari.
Il suo cuore e la sua vita vanno, di pari passo, spegnendosi inesorabilmente.

Saverio ha casa in un reparto di cardiologia.
Fuori da quelle mura, morirebbe.
Ha il letto numero sette, come le lettere che compongono il suo nome.
E’ la mascotte del secondo piano.
Malati e visitatori occasionali, ne restano irrimediabilmente affascinati.
I medici, al contrario, lo ignorano e gli infermieri non accorrono più quando suona il campanelletto delle emergenze.
Anche i figli non se lo cagano di pezza, aspettano solo la sua morte per vendere i terreni e dividersi equamente il bottino.
Una rapina legalizzata.

Saverio ha degli sbalzi d’umore che ti fanno impallidire.
Piange silente o ti rompe ossessivamente i coglioni con la sua parlantina.

Quando è allegro e sorridente, ha una vivacità come quella di un bambino che ha appena scoperto di riuscire a camminare da solo.
Ti viene vicino, ti racconta tutti i cazzi della sua vita e tu lì, impalato fisso ad ascoltarlo. Anche se non vuoi.
Lui parla e tutt’attorno si forma un capannello di gente incuriosita.
Gli anni della guerra, il lavoro nelle acciaierie della città, tutta una serie di malanni che, da soli, riempirebbero tre pagine dell’enciclopedia medica.
Racconta e sorride, alle volte sputa, ma non credo se ne sia mai accorto.
Ti addormenti la notte con la sua voce flebile nelle orecchie, ti risvegli al mattino e lui è ancora lì, sulla sedia che ti racconta qualcosa.
La sua vita non contempla la pausa pubblicitaria.

Quando è triste, guarda un punto imprecisato della stanza ed inizia a lacrimare, senza dire una parola.
Pochi mesi fa era tutto laborioso nel preparare un viaggio per festeggiare i suoi prossimi cinquantanni di matrimonio.
Voleva fare una sorpresa alla moglie, onesta casalinga e sfornatrice di figli a ciclo continuo.
Avrebbero preso l’aereo per la prima volta nella loro vita.
Un evento, insomma, per una coppietta di quell’età.
Destino cinico e beffardo ha voluto che, il giorno della partenza, l’adorata compagna di una vita, proprio quella mattina, non si sia più risvegliata.
Il freddo bollettino medico recitava: decesso per cause naturali.
Una serena morte nel sonno, diremmo noi, meno tecnici.
Vaglielo a spiegare a Saverio una roba del genere.

Saverio è analfabeta e scrive poesie.
Si è proprio così, giuro.
Da piccolo è andato a scuola come tutti, ma non era molto bravo, infatti ha ripetuto per tre anni la prima elementare e per altri tre, la seconda, poi il padre s’è rotto i coglioni e se l’è portato a lavorare nei campi.
Firma sempre e solo con una “X”, quando, s’intende, la sua mano riesce per qualche secondo a stare ferma e a non balbettare.
Saverio è analfabeta e scrive poesie.
Io odio le poesie, le trovo un inutile esercizio di stile.
Non mi piace Neruda, non mi piace Leopardi, non mi piace Prévert.
Le poesie di Saverio mi piacciono ancora di meno.
E’ negato per la poesia, ma nessuno, proprio nessuno ha il coraggio di dirglielo, nemmeno sottovoce.
Saverio è analfabeta e scrive poesie.

Quando Saverio si avvicina e mi chiede, timido, se ho cinque minuti liberi, è il caso di iniziare a preoccuparsi.
Mi prende per mano e mi ciabatta lento in direzione del primo tavolino libero e a disposizione.
Mi fa sedere, si assicura che io stia comodo e mi ridomanda, speranzoso, se davvero io abbia o meno quei cinque minuti liberi che prima assicuravo di avere.
Si allontana un attimo, va a prendere un foglio di carta grandissimo, una penna e mi si siede accanto, vicinissimo.
<<Sei pronto?>>
Rispondo di si e allargo un sorriso tra il tenero e lo stupito.
<<Allora iniziamo?>>
Lui detta e io scrivo.

Ho messo su carta tutti i suoi pensieri, ininterrottamente per tre ore.
“Amore mio, di quando sei andata via, la mia vita ha perso il sole e la luge”
“Stanotte ti ho sognata, eri qui agganto a me e i tuoi baci profumaveno di fracola”
“Lo so che mi proteggi e mi guardi di lassù, ma se ti penzo ci sono solo lacrime oramai”
Saverio è una mitraglia e giuro faccio fatica a stargli dietro con la penna.
Lo fermo, gli faccio ripetere l’ultimo pezzo, poi riprendo a macinare con la bic sul foglio di carta ormai saturo.
Lo correggo senza dirglielo, ogni tanto mi sorride e mi incita a mettere una frase che piace a me.
Si alza e va a pisciare e resto li con la penna a mezz’aria, pensoso, mentre cerco di trovare la quartina più bella della mia vita.
Cazzo, il tempo si ferma. Silenzio.

Torna dal cesso, si rimette seduto e mi guarda o almeno tenta di farlo, devo apparirgli come un’ombra anche se sono a mezzo metro di distanza.
Fa una smorfia, prende coraggio e poi domanda:
<<Ma tu cosa ci fai qui? Sei così giovane. Stai male? Cos’hai?>>
<<Non lo so, Saverio, credimi, non me lo ricordo più>>

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71 Commenti a “Saverio”

  1. pipperolosmilzo scrive:

    (Grande post).

    Mah. Per me l’Apocalisse c’entra.

    Il detto delle nostre parti dice “Mo’ piove”.

    Si vede che era troppo poco (infatti porta pure pioggia). ;)

  2. SheSinAbedMood scrive:

    Grazie del commento sul mio blog, sono contenta di riuscire a trasmettere un pò di buon umore, una volta tanto =)

    E questo post mi è piaciuto veramente tanto, purtroppo ne vedo tante di persone in ospedale e sono cose che ogni volta mi colpiscono.

  3. SoulKitchen scrive:

    Sei fortunato che a Saverio gli sia presa con il dettare poesie.

    Mio nonno mi obbligava a fare dichiarazioni d’amore in sua vece alle infermiere.

    Per la serie “Infermiere: categoria professionale appetibile per ogni eta’”.

  4. puckdreamer scrive:

    anche io non so cosa ci faccio qui…in questo spazio -tempo, intendo; lo chiedo all’ombra di me stessa, ora è lei quella più consapevole.

    ciao vado in ferie ma quando torno ti verrò ancora a trovare!

  5. mimmofornaro scrive:

    sono felice di essere passato dal tuo blog…

    è una cronaca quella che hai scritto che passa sottopelle e tocca oltre che le parti superficiali del corpo anche quelle dell’animo.

    mai retorico. dritto al cuore.

    bravo!

    mimmo

  6. kabirya scrive:

    …hai uno stile superbo, cinematografico oserei, ho visto le immagini di un bellissimo film, talmente acre da naufragare in dolcezza, ora basta perche’ non

    ricordo piu’ niente!

  7. utente anonimo scrive:

    Sei un talento. Ho letto alcune cose che hai scritto precedentemente e ho trovato delle piccole perle.

    Michele

  8. buonaocattiva scrive:

    non è retorica… solo che non ti ci vedo!

  9. utente anonimo scrive:

    Bah, non ho voglia di loggarmi.

    Mia nonna parla da sola mentre fa i lavori di casa. Racconta parte della sua vita, si lamenta della fatica che fa, si ricorda sorridendo di qualche ricordo della sua giovinezza.

    A volte mi siedo in silenzio e l’ascolto, senza che se ne accorga. Non fa come Saverio, non viene a raccontarmi gli episodi passati, solo quando parla a voce alta li posso cogliere..

    E val la pena di far aspettare l’otorino per leggere i tuoi post e i commenti u.u

  10. Nakikaze scrive:

    Temo la vecchiaia, più di ogni altra cosa al mondo. Ma dopotutto ammiro le persone che resistono alla vita… si, sono da prendere come esempio.

    Bel post, mi ha commosso…

  11. perlasmarrita scrive:

    “Saverio” ha più dignità in questo ritratto crudo, velato da tenera insofferenza, di quanto ne avrebbe in uno stile poverino puffi puffi…. Sei bravo, si!

  12. grillasparlante scrive:

    non posso che dire COMPLIMENTI!

  13. Deirdre0 scrive:

    ottimi appunti, davvero

    Deirdre

  14. succodimore scrive:

    bello, complimenti

  15. GI0VANNA scrive:

    Bellissimo questo spaccato di vita: aggiungo i miei complimenti ai molteplici che compaiono qua sopra.

  16. miriam83 scrive:

    Ce ne sono così tanti di Saverio negli ospedali …con tanta voglia di parlare e di essere ascoltati :) per dimenticare un attimo la loro solitudine…Un abbraccio a tutti loro..soprattutto a quelli che nonostante tutto non ho potuto ascoltare ..e grazie a te per questo bel post!!!

    :) miriam

  17. Honey03 scrive:

    Che tenerezza…

    Si,lei lo protegge da lassù.

  18. Eva82 scrive:

    Mi ha fatto tenerezza questo post,e per poco nn mi è scesa una lacrima…

  19. DorianRex scrive:

    Odi la poesia ma la prosa di riesce poeticamente… ma guarda un pò!

    Dorian Rex

  20. babydiamond scrive:

    mauahuahuahuah

    commento abbastanza intelligente?

    Il post è troppo dolce, mi fai commuovere amico mio!

    Per le nostre finanze niente di nuovo, vai e controlla! Non sono io che non voglio aiutarti…è il mondo che ci circonda che è avverso!

    …Si strinse nelle spalle e annuì…

  21. utente anonimo scrive:

    meraviglioso…. non l’avevo mai letto, meglio tardi che mai..

    rimugino sloggata



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