Re Magi
di BlackMilk | permalink | racconti
A me ha sempre fatto molto ridere, soprattutto da quando l’ho effettivamente capìta.
Oh che bello.
Fra qualche giorno arriveranno i Re Magi a dorso di mulo e, come al solito, fingendo stupore, anche sto giro non mi porteranno un cazzo, niente regali.
Giustificheranno l’assenza del pacco dono, tacciandomi d’esser stato un bambino cattivo.
Li immagino già, con l’indice puntato verso di me.
Io? Cattivo? Naaa. Stronzi! Tutti e tre.
Anzi, ditemi un po’, perché siete in tre?
Gaspare, Melchiorre e il Dottor Balanzone.
Tre, numero perfetto. Come i Police.
Non rispondete? Stronzi! Voi e i Police.
Ed è in questo clima da zucchero a velo che mi tornano in mente le immagini di Me bambino mentre aspetto di ricevere il regalo di Natale.
Prima del magic moment giocattolifero, uno dei miei genitori, solitamente quello più stronzo, nelle vesti di arbitro severo ma imparziale, mi chiedeva beota: "Sei stato buono durante l’anno? Hai fatto il bravo?".
Cazzo gli vuoi rispondere ad uno/a così?
Certo che sono stato bravo.
Ho quattro anni io. Ho un puzzle incompleto al posto dei denti e vesto come un decerebrato, ma sono stato buono. Probabilmente.
Mentre sognavo lunghe distese di piste polistil o ettari di lego da costruire, arrivava puntualmente, un cazzo di gioco da tavolo (Il pranzo è servito, Monopoli, Indovina Chi), fonte di tristezza e depressione dei mesi a venire. Anche un’albicocca, figuriamoci un padre, può legittimamente sospettare che, regalare un gioco da tavolo, ad un bambino, tendenzialmente solitario ed asociale ma soprattutto figlio unico, non è propriamente un’idea brillante.
Razza strana i genitori.
Ti mettono al mondo e poi passano i successivi dieci anni a tentare di picchiarti con delle armi in legno, originariamente nate per assaggiare il ragù.
Tu non puoi far altro che cercare di schivare i colpi.
Ogni giorno un figlio si sveglia e sa che dovrà correre più di un genitore.
Non importa che tu sia genitore o figlio.
Comincia a correre.
Ecco perché io non ho nessuna aspirazione a diventare, un giorno, genitore.
Se è per questo non mi sento portato nemmeno per il ruolo di figlio, ma su questo c’era oggettivamente poca possibilità di scelta.
Visto che non voglio fare il papà e nemmeno la mamma, non mi dona la gonna, mi impegno per passare direttamente dal via, ritirare le 20mila lire ed entrare trionfante nella categoria dei nonni.
Sono sicuro che con un po’ di allenamento posso farcela.
Ma alla fine, secondo te, se esprimo un desiderio, poi si avvera?
Buon Natale.
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