La Mia Strada
di FamChinaski | permalink | racconti
Da piccola credevo che il luogo migliore per nascondersi dovesse essere lontano, piccolo, difficile da raggiungere.
Magari molto in alto, o molto in basso.
Doveva essere silenzioso, anonimo.
Oggi passeggio su un marciapiede di una grande città, e non mi sono mai sentita tanto sola, trasparente.
Qualcuno mi spinge, qualcuno mi impedisce di seguire il percorso -l’unico- che avevo in programma.
Devo fermarmi, decidere se passare a destra o a sinistra.
Devo guardare per terra, dove metto i piedi.
Per loro è tutto così normale. Toccare una spalla, andare dritto.
Avere sempre qualcuno accanto, così vicino col respiro, ma così lontano col pensiero.
Loro sono quella strada. Sono la sua anima, il suo battito.
Si muovono insieme, respirano insieme.
Poi un semaforo e un colpo di tosse. L’imbarazzo della staticità, l’angoscia di una pausa.
L’impazienza di camminare ancora, a tempo.
Io qui ci vengo per nascondermi.
Loro sono così diversi da me, sempre così pronti. Come se fosse facile.
Il mio cammino, invece, singhiozza.
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