oddio ferrara che smocciola dal naso annegato dalle lacrime mentre bacia l’anello del papa. e poi giovanni paolo II gli avrebbe dato un pizzicotto sulla giancia,l’avrebbe scosso…. questo porge la manina come una dama del 700
AH! ah! ah! ah! ah! Non potevate fare disegno migliore! Giuliano Ferrara, in braccio al Papa, suo degna ipotetica prole, pronta a portare avanti un certo tipo di causa tanto cattolica quanto fanatica! Un sorriso:))))
@VignetteBC: vero @isher: sottovaluti il Papa, va in palestra tutti i giorni, prima dell’aperitivo.
@Alicesue: solo per smaltire i suoi pannolini ci vuole una discarica intera.
@Alexios976: vero, abbaia!
@FamChinaski Ila: fa effetto rispondere ai tuoi commenti C’è la trippa dentro Ferrara.
@Migno: sei il migliore!
@Senyaeyes: ahahahahaha vai a dirglielo.
@Lario3: qui credono che non leggi i post, non sanno che sei dotato di una grande memoria visiva! @edi200w: purtroppo.
@Modesta: si, hanno usato una piscina olimpionica di acqua santa.
@Yersi: scusa @Viola21: anche questo tuo commento è spam @Alexios976: Ciao!
@Yersi: l’ho visto in diretta…
@Michele: ma tante mazzate.
@Pesciarossa: nessuna madre, in realtà Ferrara è stato costruito col LEGO.
@Testuda: potrebbe essere veramente una dama del ‘700, c’è una teoria, ovviamente portata avanti da coglioni ignoranti comunisti, che dice che Benedetto XVI sia omo…. effettivamente se non fosse il Papa ha degli atteggiamenti un pò femminili, no?
@Sciarra: fanatismo, questa parola abusata per altri, ma che non va bene per il cristianesimo. Fanatismo.
Ogni tanto ripenso alla battuta di Luttazzi. In effetti aveva proprio esagerato; basta sentire il tricheco intelligente parlare della 194, per capire che al peggio non c’è fine.
Comunque a quanto pare la prole sta aumentando vertiginosamente e in Vaticano stanno cercando un povero cristo che faccia da balia. Fass, dati i tuoi precedenti, mi sono permesso di inviare il tuo c.v.
@Emilio: Ferrara deve dirci che vuole fare. Non lo sa nemmeno lui. Non vuole abolire la 194, è contrario all’aborto, non vuole limitare la libertà alle donne, non vuole che le donne abortiscano. Mi deve far capire che vuole fare. Se tu hai capito, please, spiegamelo.
In gamba!
Ale
5 Marzo 2008 alle ore
14:04, di
utente anonimo
Mi riferivo alla povertà del dibattito senza entrare nel merito delle tesi di Ferrara.
Tale povertà è resa evidente dalla mancanza di posizioni divergenti, il che potrebbe tranquillamente suggerirvi di chiudere il blog, visto che siete in accordo su tutto.
@Emilio: guarda che l’avevo capito a cosa ti riferivi, non son poi così tardo Se noti bene nei commenti sei l’unico al quale ho risposto in maniera più elaborata, appositamente per creare un vero dibattito. Resta il fatto che Ferrara non l’ho ancora capito…
In gamba!
Ale
13 Marzo 2008 alle ore
17:47, di
utente anonimo
Allora…
Quella di Ferrara non la so, ma potrei spiegarti la mia posizione.
Io sono favorevole alla 194.
Sono personalmente contrario all’aborto (salvo alcune eccezioni).
Non voglio limitare la libertà delle donne.
Non voglio che le donne abortiscano.
Allora… spieghiamo.
Sono dell’idea che la 194 (per quanto eccessivamente di manica larga) sia una legge necessaria. Andrebbe rivista, ma nemmeno io sono perfetto (sono basso, tutto qui). Certo, permettere a una donna di abortire perchè sennò le viene un esaurimento nervoso o perchè è povera è un’assurdità.
Sono contrario all’aborto. Ancora di più da quando ho una bambina. Mi accorgo che Sveva è felice di vivere, che io ci sia o no. E’ felice perchè vivere è bello. Da ricchi, da poveri, da tutto. Ed è molto ma molto meglio di NON vivere.
Non voglio limitare la libertà delle donne. Ma qualcuno mi deve spiegare quale libertà sia ammazzare un bambino. Certo, se il bambino è portatore di un handicap io non sopporterei psicologicamente la cosa. Ma mi rendo conto che è un mio limite, perchè tra questo e l’eugenetica mi dovete dire dove sta la differenza.
Poi. Non voglio che le donne abortiscano se non per motivi davvero seri. Vale a dire: rischi la vita? Ok, puoi farlo. Rischi di perdere il lavoro? Ok, non lo fai.
Perchè fare un figlio non capita per intercessione divina. E’ una questione di responsabilità. Se resti incinta è perchè o lo vuoi o sei stata irresponsabile e da che mondo è mondo le responsabilità si pagano. Non vuoi il figlio? Ok, assistenza fino alla nascita e poi adozione.
E’ così illogico?
17 Marzo 2008 alle ore
11:19, di
utente anonimo
La povertà del dibattito ora è ancora più disarmante.
Sono personalmente contrario all’aborto (salvo alcune eccezioni).
Non voglio limitare la libertà delle donne.
Non voglio che le donne abortiscano.
Sono d’accordo con quello che hai scritto qui sopra.
Ma la vignetta non è sull’aborto, e questo non l’ha capito nessuno, nemmeno te. E’ sui modi che utilizzano certe persone per parlare di aborto. Ovvio che vale anche per le pseudofemministe fanatiche nostalgiche.
E fatti sto account del cazzo che ogni volta devo andarmi a vedere se sei te Ale
19 Marzo 2008 alle ore
00:12, di
utente anonimo
Ok, contesti i modi…
Ma è inevitabile che i modi siano questi in un universo incapace di dialogare. Si parla di vita e di morte e quando si parla di cose simili non c’è mezza misura che tenga.
Si deve gridare come è giusto che gridi il Papa, Ferrara, la Bonino. Si parla di morti, milioni di bambini morti di cui si è parlato meno ancora del Darfur, per intenderci, giusto per citare una questione aperta, irrisolta e ignorata.
Il problema è come sempre ideologico. La gravità del tema impone toni aggressivi e i toni aggressivi portano al muro contro muro.
Da antiabortista non vedo l’ora che arrivi uno a caso di questo blog a contestare un ragionamento logico. Non vedo l’ora che si metta a parlarmi del fatto che non posso capire perchè sono un uomo. Non vedo l’ora che osi parlarmi di libertà, di progresso e di altre stronzate.
Perchè anch’io griderei perchè tutto questo è più che ideologia, riflettendoci.
Ha a che fare con il concetto stesso di esistenza, del rispetto che si ha non delle donne, ma di quello che pensiamo di noi stessi.
In nome di chi o che cosa possiamo costringere una donna a tenere il bambino?
La convizione che la vita sia sempre e ovunque meravigliosa? La vità non è universalmente meravigliosa, qualcuno non vorrebbe essere mai nato, per qualcun altro la morte è l’unica soluzione, la dolce morte.
Io credo che una donna che abortisca lo faccia comunque con sofferenza. E se non è così non vedo perchè dovremmo caricarla di senso di colpa, un affetto che da sempre sbrana il cuore la mente e il corpo femminili.
Ilaria
20 Marzo 2008 alle ore
16:44, di
utente anonimo
Ciao Ila.
Chiedi: “In nome di chi o che cosa possiamo costringere una donna a tenere il bambino?”
In nome del bambino stesso che non può esprimersi ma che, se potesse, scommetto che chiederebbe di vivere e non di morire. Sei d’accordo con me o ritieni che effettivamente potrebbe scegliere di dire “Uccidetemi, anche se non so cosa mi aspetta, uccidetemi. Non importa che così mi fotto ogni possibilità di felicità. Non importa che così non avrò la possibilità di fare una scelta. Voi uccidetemi e tagliamo la testa al toro. O meglio. Tagliamo la mia.”?
Potrebbe mai dire una cosa simile a priori?
E’ vero, la vita non è universalmente meravigliosa.
Ma così, a occhio, è meglio della morte.
Poi.
“Io credo che una donna che abortisca lo faccia comununque con sofferenza”. Certo che soffre. Perchè la coscienza è cosa innata, ci dice da sola se stiamo facendo una cazzata. Anche un ladro che uccide un tizio perchè l’ha visto rubare lo fa con sofferenza, preferirebbe non macchiarsi di quel delitto, ma per salvarsi il culo lo fa comunque. E poi convive con il senso di colpa.
Si certo, se l’embrione potesse pensare, forse vorrebbe provare a vivere, fare un tentativo.
Se potesse pensare.
Non scordiamoci però che anche la donna ha diritto di scegliere, soprattutto perchè si troverà ad affrontare un periodo di profonda crisi. Uno sconvolgimento fisico e psicologico, seguito dalla violenta separazione nella nascita e dall’elaborazione del lutto di quel bambino perfetto che aveva disegnato per nove mesi.
Con la consapevolezza di tutto questo, credi che una donna non abbia diritto di scegliere?
La donna che abortisce non necessariamente lo fa per questioni di ego. Sa che non potrà essere una buona madre perchè se partorisse perderebbe il lavoro e per tutta la vita lo farebbe pesare al figlio. Oppure sa che non potrà essere anche padre se il compagno si è scrollato di dosso ogni responsabilità.
Anche gli uomini hanno responsabilità, ma non c’è nessuna legge che li costringa ad assumersele.
Ila
21 Marzo 2008 alle ore
00:19, di
utente anonimo
Ila, siccome sai che ti voglio bene e ti stimo, perdonami se sarò prolisso ma è un argomento che non si liquida con due parole. Proprio per la stima che ho nei tuoi confronti devo cercare di spiegarti e di motivare quanto dico.
Fatta questa premessa, torno al tuo discorso.
Troppo facile.
Troppo facile dire “Se potesse pensare”.
La 194 impone un limite di 90 giorni dal concepimento.
Tale limite è arbitrario, visto che tra un embrione di 89 giorni e uno di 91 non passa granchè. Ciò detto, vista l’arbitrarietà di tale limite, poniamoci un quesito puramente speculativo.
Cosa caratterizza un essere umano compiuto?
Bene.
Mia figlia è nata 40 settimane.
La corte suprema della Corea del Sud ha stabilito che fino alle doglie non si può parlare di essere umano. E dato che la mia compagna ha fatto un cesareo, Sveva, in Corea, non aveva diritto di vivere.
Con questo cosa voglio dire: l’arbitrarietà può essere spinta fino ad estremi preoccupanti.
Dopo aver spiegato perchè il giudizio sancito dalla legge umana è passibile di errore, vado ora a chiederti di ripassare un po’ di filosofia.
Visto che la natura ha a che fare per forza di cose con il cambiamento e con il movimento (realtà sotto gli occhi di chiunque, dal ghiacciaio al fiume, dalla nuvola al temporale, dal seme al fiore, dal concepimento alla vita), Aristotele per spiegare tutto ciò parla di entelecheia, cioè di potenza e atto.
“L’attualità dell’essere in potenza è il movimento”, dice lui nella Fisica. Che tradotto vuol dire che il movimento (l’evoluzione, la crescita) è l’atto (cioè la situazione di fatto, la sua essenza) dell’essere in potenza.
Che, applicato al nostro discorso, diventa così: L’embrione è esso stesso evoluzione. Cioè “è”, esiste, in quanto soggetto a tensione verso la vita, cioè lotta per essere vivo, per vedere la luce e lo fa con tutte le sue forze.
Tu dici, certo, l’embrione lotterebbe se potesse pensare. Dove risiede il pensiero? Nel sistema nervoso. Quando si forma il sistema nervoso?
Beh, la stria primitiva, da cui si svilupperà tale sistema e che sancisce la fine della totipotenzialità, cioè sancisce che si può escludere la possibilità che da quell’embrione nascano gemelli monozigoti,si forma il 14° giorno.
Da quel momento l’embrione è un individuo, nel senso di essere umano singolo in potenza.
Mia figlia ha desideri semplici.
Lei vuole mangiare, dormire, essere cambiata.
E lotta per queste tre cose.
Si incazza.
Eppure sono desideri semplici, banali ed essenziali.
Non articola pensieri complessi per palesare il suo desiderio. Non fa grafici, non si siede a un tavolo inducendomi con il ragionamento ad accogliere le sue richieste.
Strilla e basta.
L’embrione si fa il culo per vivere. Anche lui non articola pensieri complessi, non mette insieme una power point per spiegare che vuole vivere, non siede a un tavolo a parlamentare. E non strilla nemmeno.
Ma il suo desiderio è semplice, banale ed essenziale.
Vuole vivere.
Concludo perchè sto parlando troppo.
Dici:
“La donna che abortisce non necessariamente lo fa per questioni di ego. Sa che non potrà essere una buona madre perchè se partorisse perderebbe il lavoro e per tutta la vita lo farebbe pesare al figlio.” Io vorrei che ti fermassi a riflettere su questa tua affermazione. Analizzala. Renditi conto di quanto è stupida se paragonata non dico a un omicidio, ma a un aborto.
Permettimi di parafrasarla: “Visto che se faccio nascere mio figlio mi licenziano, non lo faccio nascere perchè se no mi incazzo con lui perchè ho perso il posto per colpa sua”.
Scusami, ma una donna che fa questo ragionamento per me merita la rupe tarpea.
Io credo che tutte le tue parole, tutte le parole delle donne e degli uomini che difendono il diritto di scegliere siano il baccano dietro a cui vogliono nascondere il senso di colpa per pretendere di arrogare a sè il diritto ad ammazzare un essere umano.
Che poi anche i padri dovrebbero essere obbligati ad assumersi le responsabilità è un altro discorso, e parlare di questo vuol dire non avere argomenti. Sono d’accordo con te, è ovvio. Ma non è che se si tira il grilletto in due si è meno assassini.
Oh, eccolo la, a me è la parola ASSASSINI che infastidisce. Dovrebbero metterli tutti in galera quelli lì, perchè non c’è giustificazione all’aborto, sono assassini e punto.
Ale
21 Marzo 2008 alle ore
10:08, di
utente anonimo
Beh, scusa Ale, eh?
Ma quando uno ammazza un tizio cos’è?
Un polimero?
21 Marzo 2008 alle ore
10:11, di
utente anonimo
(faccio notare che la locuzione “tirare il grilletto” è una metafora. Quindi anche il termine assassino è metaforico. Ciò detto, non volendo che la discussione si areni su una parola scelta a caso, mi piacerebbe che i commenti seguenti fossero inerenti il discorso che ho esposto, non sulla punteggiatura)
A me non piace come metafora, personalmente non andrei mai a dire ad una donna che ha abortito che è un’assassina, nemmeno metaforicamente. Te l’ho scritto un paio di commenti fa, a me infastidiscono i modi ed i toni che si usano per parlarne. Io sono contrario all’aborto, ma allo stesso tempo so che ogni caso è unico e va valutato nella sua unicità, senza puntare il dito su nessuno. Siamo fatti diversamente e la pensiamo diversamente, non è un male, sia chiaro.
Ale
21 Marzo 2008 alle ore
11:03, di
utente anonimo
Ma scusa…
Sei contrario all’aborto ma ritieni che la cosa vada valutata in funzione dell’unicità del caso.
Mi spiace Ale, ma quanto dici non ha senso.
Se sei contrario all’aborto vuol dire che riconosci l’umanità dell’embrione.
Ergo consideri il feto alla stregua di un uomo.
Ne consegue che l’aborto è un omicidio.
Ma accetteresti di valutare la liceità dell’ omicidio caso per caso?
Detto questo credo che far nascere un bambino con gravi disfunzioni o malattie per farlo soffrire per quanto, per un anno? due? e vederlo morire sia una cosa crudele. Non credi?
Allo stesso tempo sono contrario a quegli aborti, come dici tu, evitabili, che sono molti. Per questo dico che ogni caso è unico.
Perchè non credo che un embrione abbia la capacità di pensare, non credo abbia ancora sviluppato una qualsiasi capacità di percezione.
Ma è solo una mia opinione…
Domanda secca che prevede una risposta secca.
Voi lo sapete di essere stati fortunati, ma metti caso che avessero diagnosticato una brutta malattia, magari genetica, a tua figlia, e ti avessero detto che anche se fosse nata le sue possibilità di sporavvivere oltre i 2 o 3 anni sarebbero state minime, e che avrebbe dovuto sottoporsi a costanti e dolorose cure mediche, che avreste fatto? Non ci avreste nemmeno pensato un attimo all’aborto?
Ale
25 Marzo 2008 alle ore
16:54, di
utente anonimo
Ho già risposto qui:
“…Certo, se il bambino è portatore di un handicap io non sopporterei psicologicamente la cosa. Ma mi rendo conto che è un mio limite, perchè tra questo e l’eugenetica mi dovete dire dove sta la differenza.”
25 Marzo 2008 alle ore
16:56, di
utente anonimo
Questo evidenzia il vero problema di comunicazione. Non quelllo che dici tu, giocato sui termini… ma sul fatto che il difficile è ascoltare ciò che dice l’altro.
Ascoltarlo. Leggerlo. Capirlo. E se si è contrari, motivando colpo su colpo.
La vita degli uomini è scandita da regole, tutte stabilite dagli uomini stessi; sappiamo bene che senza convenzioni ognuno agirebbe secondo coscienza e le coscienze non sono tutte uguali, né pulite.
Se la memoria non m’inganna è alla fine del terzo mese, non al 14esimo giorno, che il sistema nervoso centrale si completa. Col cervello si pensa, ci si muove e si ama. Dovrebbe essere così essere spiegato il limite del 90°giorno.
Io trovo che questa sia una buona scelta, a differenza di quella dei Coreani; penso infatti ai bambini prematuri, che sopravvivono al settimo mese (d’altro canto però sono contro l’accanimento terapeutico, che in creature così fragili causa gravi danni psicologici e fisici).
Quei tre mesi li trovo un buon compromesso, in cui la mamma può pensare ed eventualmente ripensare, senza creare dolore, perché, basandomi su quello che mi hanno raccontato i miei professoroni, l’embrione non può soffrire.
Capisco cosa intendi quando dici che l’embrione “è”; se non ci fosse l’embrione non ci sarebbe l’uomo; però capisco anche cosa può significare per una donna sentirsi dire, inaspettatamente, che è incinta. In quanto essere umano, e non embrione, mi sento più vicina all’essere umano, che può agire con leggerezza, scivolare, a cui credo debba essere data un’altra chance.
E poi una domanda (non del tutto inappropriata come potrebbe sembrare) che mi faccio in questi giorni è: se è così fondamentale, per te Emilio e per chi la pensa come te, tutelare 2 cellule in fusione perché sono vita e ciò che è vita non si tocca, perché non siete vegetariani?
Ilaria
25 Marzo 2008 alle ore
19:29, di
utente anonimo
Ilaria, ma che domanda cretina.
E’ così ovvio…
Non sono vegetariano perchè la potenzialità di un manzo non è la potenzialità di una donna o di un uomo. Ma ti sembrano paragoni da fare?
Rispetto ai termini temporali.
Io ho detto che il 15esimo giorno si forma la stria primitiva che (…vatti a leggere i post sotto), non che si completa il sistema nervoso.
Inoltre è inopportuno dire che non si completa in ogni caso, nemmeno nei primi 3 mesi, visto che ancora deve evolversi e tanto. Quindi, ripeto: il limite di 90 giorni è arbitrario.
E poi ci sarebbe molto altro, ma domani. Intanto cominciamo da qui.
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