10 Lug

Campioni Del Mondo

Quanto dura la gioia per una vittoria mondiale?
Delle ore, dei giorni, tutta la vita?
Io c’ero. Voi anche.
Rivivo tutta la coppa del mondo in 90 fotogrammi sparsi.
 
Campioni del Mondo. Gattuso che rincorre tutti. Beckenbauer e "L’Italia pagherà in campo, il risvolto psicologico dello scandalo che l’ha coinvolta". Le lunghe attese prepartita. Gli occhi di Totti prima di battere il rigore contro i canguri. Le dita nere dopo la lettura quotidiana della Gazza. La Rai che trasmette solo una partita al giorno. La tecnica spumeggiante dell’Argentina. Del Piero che non riesce più a saltare l’uomo. Era Berlusconi a portare sfiga. Ma le vedi proprio tutte tutte tutte le partite?. La sfortuna e gli infortuni di Nesta ai mondiali. Anche la nostra generazione avrà un Italia-Germania ai supplementari. L’incredibile autogol di Zaccardo. Mani che sudano e unghie martoriate dalla tensione. Napolitano che non gioca a scopone come Pertini. Il croato Simunic e tre cartellini gialli prima di essere espulso. I maxischerno nelle piazze italiane. Il Generale Fassbinder e "non stavolta ragazzo, non stavolta". Chiudete le valigie, si va tutti a Berlino. Giochiamo con una punta sola. Trezeguet che ci toglie un europeo ma ci regala un mondiale. Una squadra con due coglioni così e una buona dose di culo. Il Brasile è la squadra più forte e vincerà il mondiale. Camoranesi e quei cazzo di capelli. Il rigore per la Francia, forse c’era, forse no. E fai entrare Del Piero. Le botte in Olanda-Portogallo. Tre partite al giorno durante le eliminatorie. Imprecazioni e madonne dopo i due pali contro la Germania. Era Bruno Pizzul a portare sfiga. Pooo po po po po pooo po. Roberto Carlos si allaccia una scarpa e la Francia segna. La gioia degli italiani che vivono in Germania. Totti che si ciuccia il pollice e noi che passiamo ai quarti. Beckam che segna su punizione e poi vomita. Inzaghi sempre in panchina. Tutte le partite con tre minuti di recupero finali. L’ultima partita di Zidane. Il dramma di Pessotto. Chiudete le valigie, si torna tutti a casa, con la coppa. Grosso al 93′ slalomeggia e cade in area australiana. La Germania con due attaccanti polacchi. I rigori perfetti di Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso. I sei gol dell’Argentina alla Serbia. L’Italia in finale ogni dodici anni, dal ‘70 ad oggi. Loro Zidane ed Henry, noi Gattuso e Materazzi. I pronostici secchi di questo cazzo di blog. Del Piero segna in contropiede e siamo in finale. Ma quanto cazzo è forte Zambrotta?. Qualcuno che piange. Le 100 presenze di Cannavaro nel giorno della finale. Caressa e lo zio Bergomi su sky. La flemma di Pirlo. La traversa di Trezeguet e la palla che rimbalza fuori. La gomitata di De Rossi contro gli americani. La doppietta di Toni e quel gesto dopo i gol che nessuno ha mai capito. I caroselli per le strade, i clacson e le trombette. Totti che ha paura dei contrasti. Lehmann para i rigori agli argentini grazie agli appunti sul foglietto. Gridare Forza Italia senza doppi sensi. Inzaghi dribbla Cech e fa 2-0. La partita inaugurale della Germania. Il colpo di testa di Zidane e la risposta di Buffon. Il quattroquattrodue. Ma la smetti co’ ste partite?. Fratelli d’Italia. Quel panzone di Ronaldo. Cannavaro miglior giocatore dei Mondiali. E fai uscire Totti. Quattro squadre europee in semifinale. Materazzi che stacca di testa e pareggia. Abbracci sinceri dopo ogni gol. Marcello Lippi condottiero senza sigaro. Il cielo è azzurro sopra Berlino. Grosso che segna al 119′ e urla "non ci credo". La faccia sfigurata di Ribery. Il tricolore appeso su ogni balcone. La testata di Zidane a Materazzi. Italiani pizza e spaghetti. Klose capocannoniere con 5 gol. Cannavaro, il capitano, che alza la coppa. Totti non è in forma dopo l’infortunio. Le conferenze stampa e le polemiche. Ronaldinho che ha fatto cagare. Quando gioca l’Italia? E a che ora? E contro chi?. Il rigore a cucchiaio di Zidane. Tutti seduti negli stessi posti della partita precedente. Goooooooooolllllll. Campioni del Mondo.



06 Lug

Generale

Una notte insolitamente afosa, qui al campo base.
Il vostro affezionatissimo, nella sua tenda, sorseggia, avido, un chinotto.
La tensione lo attanaglia, scruta, pensoso, la luna e fantastica di epiche battaglie mai avvenute.
Il vostro eroe, di gloria splendente, sogna di guidare alla vittoria i suoi baldi e coraggiosi soldatini.

Studia, meticoloso, le tattiche di guerriglia.
Chino sul tavolo, occhi geniali ben fissi ed attenti.
Nulla può sfuggirgli.
Guarda la mappa, traccia linee immaginarie, è convinto di quello che fa.
Sposta i carrarmatini azzurri sul tabellone del risiko.
Un unico obiettivo.
Conquistare il mondo.
Non ha altra scelta del resto.

Dei passi veloci, un respiro affannoso, l’imberbe tenentello entra, trafelato, nella tenda del suo superiore, schiarisce la voce ed esclama.

Generale Fassbinder, Generale Fassbinder
Che succede tenente?
Venga a vedere fuori Generale, presto
Io non vedo nulla
Guardi, guardi, laggiù, Generale dietro la collina
Ci sta la notte crucca e assassina?
Si, no, cioè, ci sono i cattivi, i tedeschi
Oh porca mignotta, e cosa fanno? Avanzano?
No Generale, il nemico è scappato, è vinto, è battuto
Oh cazzo, ma si arrendono così? Senza nemmeno due righe, un saluto?
Si Generale, dietro la collina non c’è più nessuno
Solo aghi di pino e silenzio e funghi?
Non lo sappiamo Generale, vuole che mandi qualcuno a dare un occhiata?
Non serve ragazzo, non serve
E’ stata dura, non è vero Generale?
Si tenente, durissima, un incubo, ma alla fine li abbiamo distrutti
Generale è tutto merito suo, battere l’armata tedesca, in questo modo fantastico, così nettamente
Si ragazzo, è stata una vera impresa, verrebbe quasi voglia di piangere, ora che tutto è finito, ma non pensiamoci più, si torna a casa adesso
Ma no, Generale, abbiamo, vinto una battaglia, non la guerra
Ma che cazzo dici tenente, abbiamo sconfitto i nazisti, ora è finita
Generale, i tedeschi non ci sono più, ora mancano i francesi
I francesi?
Si Generale, i francesi, l’ultima sfida e poi il mondo sarà nostro
Mmmhhh, i francesi sono forti, hanno un esercito esperto
Si Generale, e poi se posso permettermi …
Dimmi ragazzo, dimmi, non avere timore
Storicamente ce l’hanno sempre fatto a peperone
E’ vero, dannazione, spesso ci hanno sconfitto
Non si abbatta Generale, hanno sempre avuto culo, solo culo
Si tenente, è vero, hanno solo avuto culo
Generale, la truppa è pronta, quali sono gli ordini?
Chiudete le valigie, si va tutti a Berlino
Non perderemo ancora, vero Generale?
Non stavolta ragazzo, non stavolta



29 Giu

The Great Escape

Forse, per un attimo, anche voi l’avete creduto possibile.
Alcune voci, un tam tam incontrollabile, la città in subbuglio.
Si era sentito dire fosse stato imprigionato e messo nelle segrete.
Si era sparsa la notizia che fosse stato addomesticato e reso mansueto.
Balle!
Il vostro affezionatissimo è un tipo scaltro.
Non si lascia catturare facilmente.
Deve distinguersi, lui.
E anche se non sempre ci riesce, tenta comunque la fuga.
Restare fermo a guardare, immobile, non è roba da eroi.



20 Giu

La Strada

Vivo nell’unica strada al mondo, dove orde di operai laboriosi, lavorano ininterrottamente da anni.
Il martello pneumatico pompa nervoso e nemmeno la tromba di Chet Baker, a tutto volume nel mio stereo, riesce a fermarlo.
Sono intimamente convinto che stiano scavando un tunnel segreto verso una nuova e fantastica dimensione.
Costruiscono di giorno, distruggono di notte e ricostruiscono di nuovo al sorgere del sole.
Fanno questo, ovviamente, solo per dar fastidio a me.

Nelle rare occasioni in cui mi sono potuto avvicinare alla zona dei lavori, mi si è sempre parato contro un tizio in tenuta spaziale che, con voce ferma e autorevole, m’ha detto: "Qui non c’è nulla da vedere. Ritorna nella tua stanzetta e dimentica".

Mentre mi allontanavo, pregando di non essere ucciso da chissà quale raggio laser sparato a tradimento, il cosmonauta di cui sopra, mi urlava contro una tetra raccomandazione: "Ehi tu, Fassbinder. Non farne parola con nessuno, ok?".

Forse costruiscono l’area 51 bis, proprio sotto casa mia.
Forse non dovevo svegliarmi alle 10 di mattina, non ci sono abituato.
Di sicuro, le forze del male congiurano contro il vostro affezionatissimo.



13 Giu

Una Storia Qualunque

Ed ora, direttamente dallo scrigno segreto dei ricordi, una triste et malinconica storia che, non potrà che commuovervi e rigare di lacrime i vostri occhi di bloggers scansafatiche.
 
Anni e anni e anni fa, il vostro affezionatissimo fu chiamato dalla madre patria a svolgere, con orgoglio e pregiudizio, il ruolo di soldato nella gloriosa marina militare italiana.
 
Andiamo con ordine. Non precorriamo i tempi, partiamo dal principio.
 
A quei tempi, il baldo giovane che vi diletta il clito, bivaccava tra i banchi in legno di una vetusta, quanto prestigiosa, università del milanese. Il ragasso, buontempone perdigiorno, passava le sue preziose giornate di studente tra grasse partite di tressette, specialità purtroppo non ancora inserita tra le discipline olimpiche, e le prime esperienze con donnine di malaffare che, insistentemente, ne volevano da lui.
 
La carriera universitaria procedeva speditamente. In 3 anni di estenuanti giornate studio, il vostro eroe rivoluzionario, aveva prodotto la bellezza di due-esami-due, millantandone altresì una quindicina col parentame sempre avido di notizie.
 
Un vapore di inutilità avvolgeva la vita dello studentello, senza per questo, creare in lui il benché minimo rimorso. Non giudicatelo male. Sarete stati giovani, anche voi, almeno una volta nella vita.
 
Ad inquinare la quiete oziosa, un brutto giorno, tutto a un tratto, la tragedia.
 
Oh Fass.
Eh?
Sono la mamma.
Di chi?
La tua, pirla.
Ah ciao, mamma, stavo proprio per chiamarti.
Non ti mando una lira.
Ma veramente io …
Comunque ti ho chiamato per altro.
Devo preoccuparmi?
E’ arrivata la cartolina del militare, parti soldato tra 4 mesi.
Noooooooo!!! Aaarrrggghhh!!! Percheproprioioooo …
 
Proprio sull’ultimo acuto, il vostro principe azzurro, cadde riverso in un sonno profondissimo, che taluni chiamano coma, ma anche sospeso fra la vita e la morte, riuscì comunque ad ascoltare le tenere parole della mamma, donna d’altri tempi, che cercava amorevolmente di consolarlo.
 
Così la smetterai di farmi spendere soldi a cazzo
E’ finita la pacchia
Finalmente ti metteranno in riga
La smetterai di svegliarti a mezzogiorno
E … bla … bla … bla … bla
La pia donna, andò avanti per delle ore a rincuorare l’amato figliuolo.
 
Riposte le carte da gioco, bruciato il giuda libretto universitario e salutati, non senza lacrime, i viados di Corso Buenos Aires, il vostro ex scolaro modello si apprestava all’infausta missione salvamondo. Dieci mesi di levatacce all’alba lo attendevano. Lunghe ed estenuanti marcie candenzate sotto la torrida calura estiva erano pronte ai suoi piedi. I Signorsi’ preconfezionati nel cervello, come unica ed esaustiva risposta al superiore, testa di cazzo, di turno.
 
Da marinaretto vestito, una notte, mentre era di guardia all’armeria, armato di fischietto e di un folcloristico mattarello di gommapane, la sua attenzione fu ben presto rapita da un’incisione rupestre che lo sconvolse moltissimo. Tale scoperta, tuttavia, confortò il suo animo e lo aiutò a  superare senza traumi, i lunghi e monotoni mesi a seguire.
 
La filastrocca, da mano anonima composta e realmente esistente, recita così.

Quando si dice il caso!

C’è un futuro marinaio che è indeciso se iscriversi all’università.
Pensa: "Se mi iscrivo, posso chiedere il rinvio, se non lo faccio parto per il servizio militare.
Se mi iscrivo va tutto bene, se non mi iscrivo, due sono le vie d’uscita: o mi danno il congedo per esubero o mi fanno partire per il CAR.
Se mi danno il congedo va tutto bene, se mi fanno partire per il CAR, due sono le vie d’uscita: o mi riformano o mi fanno idoneo.
Se mi riformano va tutto bene, se mi fanno idoneo, due sono le vie d’uscita: o vengo destinato vicino casa o mi mandano lontano da casa.
Se mi mandano vicino casa va tutto bene, se mi aggregano lontano, due sono le vie d’uscita: o mi mettono in ufficio dove mi esentano dalle guardie o mi mettono di guardia all’armeria.
Se mi esentano va tutto bene, se mi mettono di guardia, due sono le vie d’uscita: o sono sempre disponibile o marco visita.
Se sono disponibile va tutto bene, se marco visita, due sono le vie d’uscita: o mi danno i giorni di convalescenza o mi si inculano e mi imbarcano.
Se mi danno la convalescenza va tutto bene, se mi imbarcano, due sono le vie d’uscita: o mi mettono su una nave ferma in riparazione o su una nave operativa.
Se mi mettono sulla nave ferma va tutto bene, se mi mettono su quella operativa, due sono le vie d’uscita: o parto per una crociera o parto per una missione di guerra.
Se parto per la crociera va tutto bene, se parto per la guerra, due sono le vie d’uscita: o non combatto o combatto.
Se non combatto va tutto bene, se combatto, due sono le vie d’uscita: o uccido il nemico o il nemico uccide me.
Se uccido il nemico va tutto bene, se il nemico mi uccide, due sono le vie d’uscita: o vado in paradiso o all’inferno.
Se vado in paradiso va tutto bene, se vado all’inferno, due sono le vie d’uscita: o non incontro Satana oppure lo incontro.
Se non lo incontro va tutto bene, se lo incontro, due sono le vie d’uscita: o mi vede o non mi vede.
Se non mi vede va tutto bene, se mi vede, due sono le vie d’uscita: o non mi mangia o mi mangia.
Se non mi mangia va tutto bene, se mi mangia: UNA E’ LA VIA D’USCITA!"



07 Giu

Segreteria Telefonica

No, no, oggi non ci sono
Cioè ci sono, ma non ci sono
E’ chiaro lo stesso si?
 
No, non sono triste
Nooo, nemmeno depresso
Oggi non ci sono e basta
Sai quelle giornate un po’ cosi’?
Ma quale ciclooo, ma ti pare possibile?
Dai, fai la persona seria
 
E’ solo che oggi non ho voglia, tutto qui
Si, nemmeno di quello
Si, ti dico, manco quello
Non ho voglia e basta
 
Si che sto bene
Siii va tutto bene
T’ho detto che sto bene, cazzo
Si, se stessi male te lo direi
No, hai ragione, non te lo direi
Però smettila, davvero, non sto male

Nooo non è una donna
No nemmeno due
Quando fai dello spirito così da quattro soldi, t’ammazzerei
 
Oggi non ho tempo, oggi voglio stare spento
No che non cito il Blasco
Lo sai che mi fa cagare
Vabbbene è una frase sua
Devo pagargli la Siae?
Ambe’
Ma sei precisino oggi
 
Che c’ho, che c’ho
Sto vuoto, apatico, amorfo, fisso
Ho detto fisso
Perché devi farmi incazzare per forza?
Ma non lo so, ogni cosa che dico mi fai l’analisi logica
Eddai, smorza un po’, segui il ragionamento
 
Fisso
Se mi scattassi una foto adesso
E poi un’altra fra un’ora
E poi fra un’ora e poi fra un’ora e così via
La pellicola resterebbe vuota
Non si impressionerebbe
Ma che cazzo vuol dire che usi la digitale
Eddaiiii, ma allora lo fai apposta
Era per fare un esempio no?
Non ci sono, sono spento, sono vuoto
E allora non fotografi niente
Ma perché perdo tempo a parlare con te?
 
Si è così, mi son svegliato e c’avevo già questa sensazione
Essi’, vuol dire che si sarà alzata prima lei di me
Comunque oggi va così
Ah e domani pure
Si, ho deciso così
Si, così
Sai che non sopporto di dover subire le cose
Oggi mi son svegliato così
Domani scelgo di stare così
Si, sono strano, embe’
 
Torno venerdi
Si, venerdi
Che poi iniziano anche i mondiali
E ci mettiamo seduti a vedere le partite
Io e questa sensazione un po’ così
Sperando che non rompa le palle con le solite cose
Il fuorigioco, tira, passa, tira, arbitro è rigore
Che nervoso che mi fa
E che non se ne esca fuori con la frase più stronza di tutte
Ma quali sono i nostri?
Che se tu lo chiedi all’inizio è pure comprensibile
Ma non dopo 40 minuti di partita daiii
 
Oggi sono strano
Non mi capitava da un po’
Pensa, giusto per dirti che giornata stronza
Mi sono fatto barba, doccia, shampoo e pulito le orecchie
Ho anche lavato i denti già 3 volte
E’ pazzesco lo so
E non mi ha costretto nessuno, è questo il bello
Era dall’ 87 che non ero così pulito
Sembro l’omino bianco
 
Penso di si
Daiii non mi stressare
T’ho detto di si
Venerdi ritorno in piena forma
Allegro, simpatico, onnicomprensivo di cazzate
Quello di sempre insomma
Non lo so che vuol dire onnicomprensivo
Si, mi succede, a te mai?
Non ci credo
Mai usato parole solo perché ti piaceva il suono?
 
Comunque alla fin fine
Visto che oggi non ho voglia di niente
Non ho voglia di parlare, di scrivere
Se hai proprio necessità di dirmi qualcosa
Puoi sempre lasciare un messaggio in segreteria
Stai sicuro che lo ascolterò



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