Flowers
di ArabStrap | permalink | riflessioni
Quattro milioni di anni per sviluppare la presunzione di colonizzare altri pianeti.
Quanto servirà ancora per imparare a proteggersi da due fiocchi di neve?
C’è da invidiare le ginestre.
di ArabStrap | permalink | riflessioni
Quattro milioni di anni per sviluppare la presunzione di colonizzare altri pianeti.
Quanto servirà ancora per imparare a proteggersi da due fiocchi di neve?
C’è da invidiare le ginestre.
di Fassbinder | permalink | donne - riflessioni

Il ricordo può fotterti in ogni momento.
Puoi dominarlo, raccontandoti bugie.
Come si fa a superare una delusione?
Cercandone di nuove.
"Per esempio non è vero che poi mi dilungo, spesso, su un solo argomento"
di BlackMilk | permalink | riflessioni
Mi sono rotta di essere bionda, con tutto quello che implica.
Due giorni stesa nel letto a fissare il soffitto bianco ti aiutano a capire: cosa non ci fai qui.
Per la serie "voglio vivere così’"
Come?
Lo chiedo a me stessa e me stessa fa finta di non sentire.
Stavamo meglio quando stavamo peggio?
E perché più si cerca di tenersi qualcosa, più quella cambia?
I cambiamenti sono positivi?
Mi sento parte della "merda danzante" che disprezzo; il che implica che non ho una buona opinione di me stessa.
Fin qui, tutto bene.
Sono limpida, chiara e brillante, come la neve per strada, e mi sento, nonostante tutto, fraintesa.
Tic tac tic tac
Il tempo non passa mai quando pensi.
di BlackMilk | permalink | riflessioni
Io c’ero dall’inizio, me ne ricordo solo alla fine.
Cominciate anche voi dalla fine … la firma.
Fatto il biglietto?
Allacciata la cintura?
Possiamo iniziare.
Il movimento è la condizione base per la sopravvivenza, quello che ci ha dato i confini, le frontiere del noi e del cambiamento.
Nel cambiamento vi è la vita.
Si cambia città, lavoro, amici, abitudini sessuali e alimentari.
Il cambiamento è lasciare la strada che si conosce per il brivido dell’ignoto.
E’ buttarsi nella mischia piuttosto che stare seduti su una sedia ad aspettare.
E’ passare dalle camel light alle chesterfield light.
E’ iniziare ad ascoltare la musica che ignoravi.
E’ ballare l’indie.
E’ liberarsi dalla zavorra dei pregiudizi.
E’ tutto e non è niente.
E’ girare un "corto" solo per se stessi.
E’ scrivere di quello che si conosce per farlo conoscere agli altri.
E’ vedere che ci si muove mentre gli altri sono fermi dove sono sempre stati.
Il duemilaessette, alla fine, è solo un nuovo viaggio.
Non parlate al conducente.
di Fassbinder | permalink | riflessioni
Io due colpi alla dottoressa Cameron glieli darei.
Ai suoi tempi, anche a Sue Ellen.
di Fassbinder | permalink | riflessioni
di Fassbinder | permalink | donne - riflessioni
Quando non si ha più voglia, lo si dovrebbe urlare.
Che senso può avere un gioco che annoia?
Nessuno, certo.
Le cose finiscono o al limite saziano e vengono a uffa.
Bisogno fisico di respirare, di riprender fiato.
E tutti i giorni, le ore e i minuti passati assieme?
In soffitta, dentro un cesto colorato, tanto spazio ce n’è.
Provo a spegnerti.
Donna dai tre pulsanti.
On - Off - Troia.
di Fassbinder | permalink | riflessioni
Trovami qualcosa di più fastidioso (Fassbinder escluso) degli uccelli che, alle prime luci del mattino, ti cinguettano stronzi e ossessivi nelle orecchie.
Ma cristo, uno aspetta, beato, sti orari per ritrovare un minimo di silenzio et pace interiore e sti cazzi volanti con le ali ti friggono il cervello con il loro cip cip.
All’alba sono per la caccia.
di Fassbinder | permalink | donne - riflessioni
Io ve lo dico.
Offendetevi a piacimento.
Non vi si può leggere.
Tutte frignanti.
Inconsolabili.
Svuotate.
Ogni tre post, cinque parlano di un "lui".
Tra un ricordo e un rimpianto, regalatemi dell’altro.
Tinteggiate i pensieri di colori diversi.
Vi immagino a vegliare un cadavere decomposto da anni.